26 feb 2014

Primissime impressioni Lovea

Serata post-esame e pre-partenza in totale relax. Sono tornata a casa soddisfatta, mi sono bevuta un tè, ho fatto una lunghissima doccia con tanto di scrub e cremine varie e ho provato per la prima volta due nuovi prodotti Lovea mentre il mio dolce papà mi domandava (dolcemente, eh) quando avrei smesso di monopolizzare il bagno. 
Non ho mai provato nulla di Lovea, in questo post vi scrivo solo ed esclusivamente la mia primissima impressione dopo un solo utilizzo, quindi non è assolutamente una recensione definitiva e potrei cambiare opinione nel tempo. Lovea è una marca francese che io trovo da Upim. I prezzi sono bassi, la qualità molto buona, i loro prodotti bio sono certificati ECOCERT e non vedo l'ora di provarne altri.


Il primo prodotto che ho accaparrato è lo shampoo purificante all'argilla verde per capelli grassi. Penso di alternarlo a quello di Benecos per fare di tanto in tanto una pulizia più profonda al mio adorato cuoio capelluto con tendenza a ingrassarsi. Il costo è di 3,99€ per 200 ml di prodotto. E' uno shampoo al 98% di origine naturale, senza parabeni, coloranti, siliconi, PEG e con il 10,4% degli ingredienti provenienti da agricoltura biologica. Tutta roba buona insomma. 
Per ora posso dire che:
- Ha un profumo neutro, non saprei dire di cosa (di argilla, forse?). Lo sentite solo applicando il prodotto, non è persistente.
- Non mi ha lasciato il cuoio capelluto irritato, con prurito o fastidi vari.
- Ha lavato bene a fondo e ne è bastata una piccola quantità. 
- Non mi ha lasciato i capelli stopposi o secchi, sono belli morbidi.


Passiamo al dopo-shampoo (perché non "balsamo"? bah) all'argan del Marocco. Sempre 3,99€ per 150ml di prodotto, indicato per capelli spenti e opachi che hanno voglia di brillantezza. 
Per ora posso dire che:
- Ha un profumo delizioso, che ovviamente non vi so descrivere, ma che purtroppo non è rimasto sui capelli. 
- La consistenza è molto fluida, direi simile allo Splend'Or al cocco. Bisogna dosarlo bene e applicarlo su capelli strizzati, come indicato sulla confezione.
- Mi ha lasciato i capelli districati. Non credo, da questa prima impressione, che sia l'ideale per chi ha i capelli secchi e vuole un prodotto nutriente o particolarmente idratante. 
- Non ho visto nessuna brillantezza particolare per il momento, staremo a vedere più avanti.


Avete mai provato qualcosa di questa marca? Che ne pensate?

12 feb 2014

The Fault in Our Stars - Colpa delle stelle di John Green


Cercherò di contenere il mio enorme entusiasmo: penso che questo libro sia semplicemente FANTASTICO. Fa sorridere, ridere, emozionare, riflettere, sperare, piangere. Piangere a dirotto, nel mio caso. Era da tanto tempo che l'avevo inserito nella mia lista di libri da leggere e qualche settimana fa mi sono finalmente decisa a scovarlo alla Feltrinelli, con qualche piccola difficoltà perché non ricordavo che fosse classificato come romanzo per ragazzi. Nonostante parli di due adolescenti e sia indirizzato principalmente ai più giovani, secondo me è una storia adatta a chiunque.

Hazel Grace Lancaster ha 16 anni, un cancro ai polmoni, vive con i genitori e un macchinario che le permette di respirare meglio. Augustus Waters ha 17 anni, osteosarcoma, una gamba in meno. Si incontrano durante una delle tante riunioni di un gruppo di supporto per adolescenti malati di cancro e tra i due scatta subito qualcosa. Iniziano a conoscersi, flirtare, messaggiare, proprio come capita a tutti gli altri ragazzi della loro età, anche quelli senza un passato e presente da malati di cancro.

Non vorrei dire altro, perché ho paura di svelare troppo. Vi basti sapere che non è solo una storia d'amore e non è solo una storia sul cancro, è molto di più. Lo stile è estremamente scorrevole, la trama ti coinvolge a tal punto che non puoi staccare gli occhi dalle pagine. L'ho letto in circa 3 giorni, ma solo perché ho cercato di non divorarlo tutto in una volta e di allungare il più possibile la lettura.


"The fault, dear Brutus, is not in our stars,
But in ourselves, that we are underlings."

"La colpa, caro Bruto, non è delle stelle,
Ma nostra, che ne siamo dei subalterni."

Questa è la frase di Shakespeare che ha ispirato il titolo del libro. La colpa di ciò che accade è delle stelle, del destino, del Fato? O siamo noi i padroni del nostro destino? Io credo che nella vita esistano fortuna e sfortuna. Certe cose capitano perché devono capitare e c'è poco da fare, punto. Ciò non significa che dobbiamo arrenderci e lasciare che tutto vada a quel paese con la scusa del "non ci posso fare niente, è destino". Abbiamo sempre la possibilità di migliorarci, cambiare strada, decidere cosa fare e come farlo, ma, in tutto questo, un bel ruolo lo gioca il destino, la fortuna/sfortuna o quello che è. Questo è il mio pensiero personale e discutibilissimo, ovviamente. 

L'unica cosa che posso aggiungere è: leggete questo libro! Magari fatelo prima dell'uscita del film a settembre, così vi fate una vostra personalissima idea. Tra l'altro, ho già guardato il trailer e non mi vergogno a dire che sono quasi arrivata al punto di piangere nel giro di due minuti. Ma si può? Nel mio caso (disperato), sì.