15 lug 2015

Cosa direi alla me stessa adolescente | DEAR ME



Qualche volta mi capita di osservare le adolescenti di oggi e pensare: cacchio, ma perché non ero così sveglia e sicura di me alla loro età? Perché invece di sprizzare spensieratezza da tutti i pori ero un concentrato di insicurezza, imbranataggine e paranoie?

Se potessi dire qualcosa alla me stessa adolescente, sicuramente per prima cosa le urlerei: SVEGLIATI! La paura non ti porterà da nessuna parte. Abbi il coraggio di dire più spesso di sì, esci dalla tua rassicurante comfort zone e buttati. Non aver paura di esporti o di sbagliare, non sentirti bloccata. Sii più sicura di te e delle tue capacità, non pensare di essere un disastro totale. Apprezzati per quello che sei e non paragonarti alle tue compagne di scuola o ai corpi super perfetti delle modelle che vedi sfogliando Top Girl (che, tra l'altro, non sono reali). Non buttarti giù per delle cavolate assurde e non starci troppo male se quel ragazzino che ti piace tanto non ti calcola, tra dieci anni non ti ricorderai nemmeno come si chiama e ti renderai conto che non era nemmeno tutto 'sto granché. Sii forte! E, se riesci, non prendere le cose sempre troppo seriamente.

Poi, pregherei la me stessa adolescente di evitare di tagliarsi o colorarsi i capelli da sola e di curare le sopracciglia più spesso. E le direi di non usare quell'autoabbronzante graduale di Dove che la farà diventare gialla. E la supplicherei anche di non fidarsi di quella commessa che le consiglierà di comprare un fondotinta di tre toni più scuro rispetto al suo incarnato, perché non le "darà un tocco di colore" come pensa.

07 lug 2015

Paris


Ecco alcune foto scattate a Parigi due settimane fa. Avevamo davvero poco tempo a disposizione, ma non ci siamo fatti mancare una visita al Musée d'Orsay (consigliatissimo a chiunque, l'entrata è gratuita per i giovani dai 18 ai 25 anni), una passeggiata nei dintorni di La Villette, zona a nord-est non ancora grondante di turisti, un burroso pain au chocolat nel quartiere Marais e un po' di relax in Place des Vosges. Come ogni turista che si rispetti, ho fotografato la Tour Eiffel da mille angolazioni, ho scattato un selfie davanti alla piramide del Louvre e ho mangiato la fonduta nel quartiere latino. Poi abbiamo perso l'aereo per via dello sciopero dei tassisti, passato otto ore in treno, divorato una pizza in stazione alle due di notte seduti accanto ad un barbone senza un occhio e dormito tre ore in un motel con le lenzuola gialle e il bagno in comune. Tout est bien qui finit bien. 

Special thanks a Ramon che dall'Italia è riuscito a prenotare gli ultimi due posti rimasti sul primo volo Ryanair il mattino seguente.